PUGNOZEN: LA MENTE VIENE PRIMA DEL PUGNO - ACCADEMIA ARTI ORIENTALI ASD

ARTICOLI RAJA YOGA

Essere Adulti Consapevoli

Significa essenzialmente due cose :

- Essere pienamente responsabili dei propri pensieri, delle proprie parole, delle proprie azioni.
- Essere pienamente responsabili delle proprie reazioni.

Mentre sul primo punto è difficile non essere d’accordo, ed è anche abbastanza chiaro che cosa significa, il secondo punto richiede una spiegazione più dettagliata, perchè vedremo che è proprio sulle nostre reazioni che si gioca la qualità della vita, giorno dopo giorno, ed è la nostra di vita.

Essere responsabili di pensieri, parole, azioni

Dò per scontato che tutti siamo d’accordo sul fatto che essere adulti non può che significare che essere totalmente responsabili di ciò che si pensa, si dice, si fa. Pensare e parlare sono in sostanza già un agire. L’energia segue il pensiero, non dimentichiamolo mai.

Piuttosto mi preme mettere in evidenza le conseguenze “energetiche” di ciò che pensiamo e diciamo. Ogni volta che formuliamo un pensiero superficiale, non ponderato, inutile, magari dannoso ad altri o a noi, non “retto”, cioè quando il suo scopo non è il bene degli altri, mettiamo in circolazione energia negativa che si diffonde intorno a noi e contagia chi ci sta intorno, anzi tutti gli esseri senzienti.

Il fatto è che io, come individuo, sono in realtà legato a tutto ciò che vive da una fitta rete di energia, una ragnatela che unisce proprio tutto, non solo ciò che ci appare vivente. E certamente ciò comporta degli obblighi, dei doveri, nei confronti di tutti gli altri. Se allora io smetto di lottare contro me stesso per avere pensieri ed azioni pure e degne, se rinuncio ad essere consapevole e a vivere nel presente quanto più a lungo riesco, faccio un danno a tutti gli esseri, li appesantisco, impedisco loro di volare liberi.

Essere responsabili delle proprie reazioni.

Occorre anzitutto rendersi conto che le nostre reazioni a ciò che capita, sia all’esterno che all’interno di noi, dipendono in gran parte dal nostro inconscio. Diventare consapevoli delle idee inconsce significa essenzialmente ridurre il potere che l’inconscio ha su di noi a nostra insaputa.

Il potere delle idee inconsce dipende dal fatto che sono nascoste in profondità e che, senza esserne consapevoli, noi collaboriamo con esse. E’ come se qualcosa dentro di noi fosse pienamente convinto che, visto che tali convinzioni sono dentro di noi e così radicate sotto il livello della coscienza, sono nostre e, come tali, vanno rispettate ed “eseguite”. Possiamo scegliere di non collaborare con esse solo quando emergono dalla coscienza, non prima.

Vi invito a fare l’osservazione seguente: il nostro Ego si sente importante solo quando ha un problema. Noi tutti abbiamo un maggior senso dell’io quando abbiamo un problema, anzi quando siamo immersi in un problema. Se stiamo davvero attenti a noi stessi, possiamo facilmente accorgerci che, quando siamo felici e rilassati, la sensazione di essere importanti è di molto inferiore a quando siamo infelici, tesi e preoccupati.

Ora occorre che diventiamo consapevoli che siamo noi a creare gran parte dei nostri problemi. E’ proprio così. Ciò è dovuto al modo in cui noi scegliamo di “leggere” le situazioni, di interpretarle : è questa interpretazione che determina i problemi.

In pratica abbiamo una scelta : quando abbiamo dei problemi (e la vita ci dice che ognuno ne ha sempre, di piccoli e di grossi), possiamo crogiolarci con essi o vederli da un punto di vista diverso.

Vedere un problema da un punto di vista diverso significa liberarsi del problema, andando al di là della mente che l’ha creato.

Ma come possiamo vedere le cose da un punto di vista diverso?

Possiamo diventare anzitutto osservatori dei nostri problemi, cioè prendere distanza da essi. Poi, e questo è fondamentale, possiamo diventare consapevoli che il problema lo crea il nostro atteggiamento di rifiuto della situazione. Noi rifiutiamo la situazione quando desideriamo che le cose siano diverse, quando proviamo disagio, sofferenza, dolore.

Quando però ci rendiamo conto, quando sperimentiamo, che le situazioni sono come sono, anzi come devono essere, sono cioè realtà di fatto, viene a cessare la fatica e lo sforzo di volere assolutamente che le cose siano diverse da come sono.

Quando la fatica cessa, abbiamo la possibilità di vedere come ricavare il meglio dalla situazione. In ogni situazione esiste sempre la possibilità di trovare qualcosa da imparare, qualcosa di utile per noi e perfino qualcosa di piacevole. Sempre.

C’è un altro passo da fare in una situazione problematica : cercare ciò che può esserci utile, che ci può dare appagamento.

Le nostre reazioni sono davvero nostre, dipendono interamente da noi. Ma questo significa (ed è l’ultimo passo da compiere) che possiamo intervenire su di esse, possiamo modificarle fino a toglierci sofferenza, disagio, dolore. Noi soffriamo solo per le nostre reazioni a situazioni esterne fuori dal nostro controllo (quasi sempre).

Diventare pienamente responsabili delle nostre reazioni significa davvero prendere in mano la nostra vita, in altre parole essere adulti consapevoli.

Ettore Tessera

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