PUGNOZEN: LA MENTE VIENE PRIMA DEL PUGNO - ACCADEMIA ARTI ORIENTALI ASD

L'aspetto sacro del Dojo trova quindi la sua origine nella fede e nella pratica meditativa per realizzare la divinità che è in ognuno.

Con la diffusione delle arti marziali sorsero numerosi Dojo che venivano in molti casi considerati da maestri e praticanti una seconda casa. Abbelliti con lavori di calligrafia e oggetti artistici preparati dagli stessi allievi, essi esprimevano appieno l'atmosfera di dignità che vi regnava; talvolta su di una parete veniva posto uno scrigno, simbolo che il Dojo era dedicato ai più alti valori e alle virtù del Do (la Via), non soltanto all'esercizio fisico.
Questo si basa sull'idea che tutte le cose abbiano la Via in sé come principio guida essenziale e quindi afferrare l'Uno significa comprendere le molteplicità.
1 La Via non ha una posizione fissa;
2 dimora nella mente eccellente.
3 Quando la mente è tranquilla e il respiro vitale è regolare,
4 La Via può essere così arrestata.
5 Quella Via non è distante da noi;
6 Quando le persone la raggiungono, ne sono sostenute.
7 Quella Via non è separata da noi;
8 Quando le persone sono in accordo con essa, sono in armonia.
9 Perciò: Concentrati! come se potessi essere legato ad essa.
10 Imperscrutabile! come se fosse al di là di ogni luogo.
11 Il vero stato di quella Via:
12 Come si potrebbe concepirla e pronunciarla?
13 Coltiva la tua mente, rendi tranquilli i tuoi pensieri,
14 E così potrai raggiungere la Via.

Nella cultura orientale il Dojo è il luogo nel quale si può raggiungere, seguendo la Via, la perfetta unità tra mente, corpo e respiro, per poi giungere al più alto obbiettivo della pratica che è quello della scoperta del DIVINO in se e, quindi, il perfetto equilibrio psicofisico, massima realizzazione della propria individualità.
Il Dojo è la scuola del Maestro: egli ne rappresenta il vertice e sue sono le direttive e le norme di buon andamento delle stesse. Oltre al Maestro ci sono altri allievi Insegnanti Istruttori riconosciuti dall’E.P.S. Gli allievi anziani hanno il compito, attraverso il loro corretto comportamento, di essere di esempio agli altri allievi. Qualora venissero a mancare in questo loro compito non seguirebbero la Via che è lo scopo principale del Dojo.
1 Quanto alla Via:
2 È ciò di cui la bocca non può parlare,
3 che gli occhi non possono vedere,
4 e le orecchie non possono udire.
5 È ciò con cui coltiviamo la mente e armonizziamo il corpo.
6 Quando la perdono, muoiono;
7 Quando la conquistano, prosperano.
8 Quando le imprese la perdono, falliscono;
9 Quando la conquistano, hanno successo.
10 La Via non ha radici né tronco,
11 Non ha foglie né fiori.
12 Da essa nascono innumerevoli cose;
13 Da essa nascono innumerevoli cose.
14 Noi la chiamiamo «la Via».
il Dojo non è un semplice spazio, ma è il luogo dove si ricerca la conoscenza che va oltre la pura attività fisica.
Il Dojo della Via si differenzia in questo aspetto dai normali spazi sportivi: l'esercizio fisico può anche essere il medesimo, ma è la ricerca di questa unità tra mente-corpo e di autoelevazione alla ricerca del vero Sé che ci fa scoprire di essere Coscienza collegata al tutto.
L'allievo che entra nel Dojo deve lasciare alle spalle tutti i problemi della quotidianità, deve pulire e rendere luminosa la propria mente, concentrarsi sull'allenamento per superare i propri limiti e le proprie insicurezze, in un costante confronto con se stesso, vincere le proprie paure che sono il nostro vero nemico.
Quando gli allievi indossano il loro Kimono nelle pratiche orientali giapponesi e il loro Changshan nelle pratiche orientali cinesi, diventano tutti uguali, la loro condizione sociale o professionale viene lasciata fuori dal Dojo, per il Maestro essi sono tutti sullo stesso piano.
1 La Via pervade il mondo intero.
2 È ovunque ci siano persone,
3 ma le persone non riescono a comprenderlo.
4 Quando sei liberato da questa sola parola:
5 Ti elevi fino ai cieli;
6 Ti slanci fino alla terra luminosa;
7 Pervadi le nove regioni abitate.
8 Cosa significa essere liberati da essa?
9 La risposta risiede nella calma della mente.
10 Quando la tua mente è ordinata, i tuoi sensi sono ordinati.
11 Quando la tua mente è calma, i tuoi sensi sono calmati.
12 Ciò che li rende ordinati è la mente;
13 Ciò che li rende calmi è la mente.
14 Per mezzo della mente conservi la mente:
15 Dentro la mente c'è un'altra mente.
16 Quella mente dentro la mente: è una consapevolezza che precede le parole.
17 Solo dopo che c'è consapevolezza prende forma;
18 Solo dopo che prende forma c'è una parola.
19 Solo dopo che c'è una parola viene messa in pratica;
20 Solo dopo che è messa in pratica c'è ordine.
21 Senza ordine, sarai sempre caotico.
22 Se sei caotico, muori.
1. Nel Dojo prima di entrare è scritto: Pulisci la Tua Mente!
2. Nel Dojo non si entra per passeggiare.
3. Nel Dojo coloro che lasciano che i loro occhi e le loro orecchie guardino e ascoltino qualsiasi cosa, affaticano la mente e quindi mancano di chiarezza.
4. Nel Dojo chi osserva e giudica gli altri, non osserva e giudica se stesso.
5. Nel Dojo si entra per ripassare e approfondire l'arte marziale che si studia.
6. Nel Dojo non s'interrompe la lezione per andare a bere.
7. Nel Dojo quando si esce e si rientra si chiede il permesso, e si saluta.
8. Nel Dojo, contribuire a tenere l'ambiente pulito, non portare anelli, orecchini od altri abbellimenti durante la pratica, per evitare di ferirsi o di ferire.
9. Nel Dojo nelle applicazioni non allenarsi sempre con lo stesso compagno, se vuoi crescere nella pratica.
11.Nel Dojo non si polemizza e si seguono gli insegnamenti del Maestro e degli Istruttori.
12 Nel Dojo non ci si rivolge al Maestro, agli Istruttori e ai compagni con arroganza e gesti inconsulti.
13.Nel Dojo non si parla di malanni, se vuoi seguire la Via.
14. Nel Dojo non si pubblicizzano le proprie attività.
15.Nel Dojo i problemi delle persone esistono già prima che le parole siano pronunciate.
16.Nel Dojo ciò che si sente nella mente emerge per formare il corpo.
1. Trasformare l'essere esteriore.
2. Coltivare l'Unità di Spirito, Mente, Vita, e Corpo
3. Coltivare il principio di Fratellanza.
4. Coltivare il principio di Uguaglianza.
5. Coltivare il principio di Unità.
6. Allennarsi a stare nella propria Coscienza.
7. Comprendere che la mente è la padrona della forma, lo spirito è il gioiello della mente.
8. Comprendere che con lo spirito, tutto ciò che si cerca si può trovare e tutto ciò che si fa si può realizzare.
9. Comprendere che Il corpo è la dimora della vita, l'energia è il fondamento della vita, lo spirito è il controllore della vita: se uno perde la sua posizione, tutti e tre ne risentono.
10.Comprendere che quando lo spirito è al comando, il corpo lo segue, con risultati benefici; quando il corpo è al comando, lo spirito lo segue, con risultati dannosi.
11.Comprendere che i saggi continuano a nutrire il loro spirito, rendono la loro energia gentile, mantengono i loro corpi normali e si muovono con la Via.
12.Comprendere che in questo modo rimangono in compagnia dell'evoluzione di tutte le cose e rispondono ai cambiamenti in ogni evento.
13.Comprendere che se conosci la Via della calma vuota, allora puoi portare a termine ciò che inizi.
Esiste qualcosa, un tutto indifferenziato,
che è nato prima del cielo e della terra.
Ha solo immagini astratte, nessuna forma concreta.
È profondo, oscuro, silenzioso, indefinito; noi non ne sentiamo la voce.
Assegnandogli un nome, lo chiamo la Via.
La Via è infinitamente alta, insondabilmente profonda.
Racchiudendo cielo e terra, ricevendo dall'informe,
produce un fiume che scorre profondo e ampio senza traboccare.
Opaca, si serve di una graduale chiarificazione attraverso l'immobilità.
Quando viene applicata, è infinita e non ha né giorno né notte;
eppure, quando viene rappresentata, non riempie nemmeno la mano.
È contenuta ma può espandersi; è oscura ma può illuminare;
è flessibile ma può essere ferma.
Assorbe il negativo ed emette il positivo,
manifestando così la luce del sole, della luna e delle stelle.
Grazie ad essa le montagne sono alte, grazie ad essa gli oceani sono profondi,
grazie ad essa gli animali corrono, grazie ad essa gli uccelli volano.
Grazie ad essa gli unicorni vagano, grazie ad essa le fenici si librano in volo,
grazie ad essa le stelle percorrono il loro corso.
Essa garantisce la sopravvivenza attraverso la distruzione,
garantisce la nobiltà attraverso l'umiltà e garantisce
l'avanzamento attraverso il ritiro.
Nell'antichità i Tre Augusti raggiunsero
l'ordine unificante della Via e si posero al centro;
i loro spiriti vagavano con la Creazione
e così confortavano tutti nei quattro punti cardinali.
In questo modo la Via influenza il movimento dei cieli e la stabilità della terra,
ruotando senza fine come una ruota, scorrendo incessantemente come l'acqua.
È presente all'inizio e alla fine di ogni cosa: quando il vento si alza,
le nuvole si condensano, il tuono rimbomba e la pioggia cade,
essa risponde in concerto all'infinito.
Riporta ciò che è scolpito e levigato alla semplicità.
Non cerca di farlo, ma si fonde con la vita e la morte.
Non si sforza di esprimere questo concetto, ma comunica la virtù.
Implica una felicità serena, priva di orgoglio, raggiungendo così l'armonia.
La Via fa innumerevoli differenze nel modo in cui facilita la vita:
armonizza l'oscurità e la luce,
regola le quattro stagioni e sintonizza le forze della natura.
Idrata il mondo vegetale, permea il mondo minerale.
Gli animali crescono, il loro manto è lucido;
le uova degli uccelli non si rompono,
gli animali non muoiono nel grembo materno.
I genitori non soffrono il dolore della perdita dei loro figli,
i fratelli non provano la tristezza della perdita l'uno dell'altro.
I bambini non rimangono orfani, le donne non rimangono vedova.
Non si vedono segni atmosferici di cattivo auspicio,
non si verificano furti e banditismo.
Tutto ciò è reso possibile dalla virtù interiore.
La costante naturale della Via dà vita agli esseri, ma non li possiede;
produce l'evoluzione, ma non la governa.
Tutti gli esseri nascono dipendendo da essa, eppure nessuno sa ringraziarla;
tutti muoiono a causa sua, eppure nessuno può biasimarla.
Non si arricchisce con l'accumulo e la conservazione,
né si impoverisce con la distribuzione e il godimento.
È così inafferrabile e indefinibile che non può essere immaginato;
eppure, pur essendo indefinibile e inafferrabile,
la sua funzione è illimitata.
Profonda e misteriosa, risponde all'evoluzione senza forma;
efficace e di successo, non agisce invano.
Si arrotola e si distende con fermezza e flessibilità;
si contrae e si espande con l'oscurità e la luce.
Nel Dojo non si usa la violenza ma: cortesia, gentilezza, il reciproco aiuto, il rispetto di sé stessi e degli altri sono dettami che entrano a far parte del bagaglio culturale dell'allievo, non per nulla le arti orientali-marziali enfatizzano la forza mentale guidata da un’entità animica più profonda, il nostro vero Essere e non quella fisica, condannata prima o poi ad affievolirsi.
La Madre
La Madre